isazi's home

A hacker does for love what others would not do for money

isazi's home header image

Entries Tagged as 'Italiano'

E troppo belli avevi gli occhi

October 1st, 2009 · No Comments

E troppo belli avevi gli occhi
e troppo bello urlare tutto
avere voglia di parlare
e trovarsi dappertutto

e troppo belli avevi gli occhi
ed i piedi tanto quanto
con cui andavi dappertutto
dove ti pensassi tanto

e troppo belli avevi gli occhi
e la voce di cui tutti
innamorarsi avean dovuto
senza sporgersi a guardarti

e troppo belli avevi gli occhi
e troppo bello ero anch’io
che a guardarti per davvero
mi sa che non ero io

e troppo belli avevi gli occhi
che a parlarti da vicino
mi sembrava di ascoltarli
d’esser quasi un po’ cretino

e troppo belli avevi gli occhi
troppo belli per scordarli
per svegliarsi un bel mattino
e per mettersi a cercarli

e troppo belli avevi gli occhi
troppo belle le carezze
troppo belli anche i colori
anche se privi di dolcezze

e troppo belli avevi gli occhi
e tutto quel che non capivo
che il mistero mi piaceva
anche se poi non dormivo

e troppo belli avevi gli occhi
e la pancia e tutto il resto
che se io non ti mangiavo
era solo per rispetto

e troppo belli avevi gli occhi
che dovevo salutarli
anche stanco e di passaggio
anche se per poco tempo

e troppo belli avevi gli occhi
e quella stella che mi amava
che se io non l’aspettavo
casomai lei si voltava

e troppo belli avevi gli occhi
e tutto quello che guardavo
che a pensare solamente
alla fine mi annoiavo

e troppo belli avevi gli occhi
freddi come quel gelato
che con tutto questo freddo
dopo tutto non mangiavo

e troppo belli avevi gli occhi
e il mio sangue si gelava
nudo sopra quella pietra
con il sol che tramontava.

→ No CommentsTags: Italiano · Poetry

Amstelveen, The Netherlands

September 19th, 2009 · 3 Comments

La città del titolo (Amstelveen) è dove abito da ormai un mese (se leggete il penoso articoletto di Wikipedia ita, bhe io sono proprio ad Uilenstede), sono qui per motivi di studio, il mio programma di laurea magistrale prevede infatti un anno di studio all’estero, così sono diventato uno studente della VU, la Vrije Universiteit Amsterdam.

Potrei evitare di postare i link a Wikipedia ita dove le voci sui Paesi Bassi sono solo abbozzi, ma dato che sto scrivendo il post in Italiano facciamo che continuo così, diciamo che se volete leggere qualcosina in più cliccate sulle voci in Inglese e risolvete.

Il mio palazzo è il più brutto del quartiere, ovviamente, è vecchio e fatiscente e sarà demolito a breve (forse è per questo che è riservato solo agli studenti stranieri) ma è anche il meno costoso (no, forse è anche per questo) ed il più particolare, pieno di sfaccendati studenti Erasmus inebriati dal vivere nella particolarissima Amsterdam.
Naturalmente non ci sono solo studenti sfaccendati eh! :)
Diciamo comunque che la Guesthouse, questo il nome del palazzo, è rinomata per i party, quindi diciamocelo, un posto perfetto dove vivere; a dirla tutta il mio piano è anche molto tranquillo (tutti master o bachelor, nessun exchange) perciò un posto migliore non poteva capitarmi.

Il quartierino studentesco qui è carinissimo, dotato di tutti i servizi ed a pochi minuti a piedi dall’università, effettivamente siamo ad A’veen ma a pochi metri dal confine con A’dam, anche andare in centro è semplice (sia con i mezzi che in bici).

Ho comprato una bici di seconda mano al prezzo per cui in Italia avrei comprato una bici nuova ma era essenziale ed i prezzi delle bici qui comunque sono folli, sarà perchè è non solo il mezzo più usato ma anche il più usabile, sarà perchè non ci sono salite, sarà perchè altrimenti non ti godi a pieno la città, sarà che non lo sò ma alla fine le bici a me sono sempre piaciute (sono le salite che non mi sono mai piaciute invero) e quindi sono estremamente contento del mio acquisto.

Oggi ho consegnato anche il primo assignment della mia carriera universitaria qui, sono molto contento :)

È la prima volta che vivo all’estero, ero già stato anche qui nei Paesi Bassi alcune volte, ma viverci è un’altra cosa, e viverci per un intero anno figuriamoci, sto cercando di imparare il più possibile del come si vive qui, cercando come sempre di copiare tutto quello che mi sembra meglio ed evitare ciò che mi sembra peggio, abitudini alimentari comprese, mi piace questo esperimento di dutchizzazione e spero che i risultati siano buoni (da sempre un fan delle ibridazioni, delle mescolanze e del meticciato).

Bhe, questo post serviva solo a dare un aggiornamento della mia posizione e del mio stato mentale dato che non scrivevo da un po’ (ma ho pubblicato qualcosa sull’altro sito).

Giusto sul finire, solitamente condivido le foto che scatto qui su Picasa, se volete l’album è questo.

→ 3 CommentsTags: Italiano · Ordinary life

Giornalai

June 8th, 2009 · 1 Comment

Mi pare che il problema italiano non siano i politici, non siano gli elettori, non sia lo zio Silvio ma sia semplicemente l’informazione.

Non me ne vogliate, non sono un esperto, ritengo semplicemente che ci sia un circolo vizioso tra informazione e società  in Italia (potrebbe essere una situazione che non riguarda solo l’Italia ma io qui vivo al momento e per questo paese parlo), un circolo che un po’ alla volta ha consumato il senso critico del paese.

Lo dico chiaramente, si può essere di opinini diverse, io ad esempio mi sento da quasi sempre un progressista di sinistra, ho comunque amici e conoscenti di opinioni diverse, riesco a rispettarli e ad essere o meno d’accordo con loro, non lo ritengo un problema, ma ritengo che l’onestà  intellettuale sia indispensabile.
Possiamo essere amici ma se dici una stronzata io devo fartelo notare, si tratta di onestà .

In Italia invece non si usa più fare questo, molto peggio, non lo fanno più nemmeno i giornalisti, e non dico con i loro amici, cosa molto privata, ma nei confronti del mondo che descrivono.

Non si va più a caccia della notizia ma ci si basa su quanto letto sulle agenzie, ormai si può fare i giornalisti senza usare telefono e uscire dal proprio ufficio, basta leggere le agenzie e farne riscrittura pedissequa.

Questo danno per l’informazione per cui, ad esempio, invece di fare domande ai politici si ascoltano le dichiarazioni dei portavoce crea nella gente un senso di “La TV ha detto questo, perciò questo è vero”, senza controllare, senza verificare, la morte della curiosità  è la morte dell’uomo come essere senziente.

Questo è gravissimo perchè il circolo vizioso va dall’informazione alla società  e da questa di nuovo all’informazione.

Riusciremo a tornare a farci domande ?
Riusciremo ad essere onesti con noi stessi, o preferiremo la pigrizia ?

E lo dico da inguaribile pigro eh!

Soluzioni non ne ho, però ho ripreso a farmi domande e a verificare un minimo le fonti prima di parlare, rischiando di non credere più a niente, ma meglio non credere a niente che credere a tutto.

L’ignoranza è il nostro nemico, combattiamola.

P.S. codesta riflessione arriva ad elezioni europee ed amministrative passate ma la immagino di respiro molto più ampio, rifletto ormai sul giornalismo e sul tema dell’informazione da pasqua e per questo devo ringraziare, povero ignorante che sono, non intellettuali famosi od illustri pensatori, ma Stieg Larsson e la sua Millennium Trilogy.

→ 1 CommentTags: Italiano · Thinking

Pensaci

June 1st, 2009 · 2 Comments

Ho visto “Otto e mezzo” questa sera e come al solito mi si è guastato lo stomaco, quindi sparo lì giusto due riflessioni personali.

Ma dico io, serve un premio Nobel per capire che il “voto utile” è una stronzata ?
Il voto utile si basa sulla dietrologia, è una cosa che si valuta a posteriori non a priori, a priori si esprime il proprio voto perchè così si è scelto e successivamente si scopre assieme a tutti quanti gli altri come si è globalmente votato, solo a quel punto si può parlare, volendo proprio parlarne, di voto utile perchè si hanno dei dati, ma finchè non si voterà  a posteriori parlare di voto utile rimarrà  soltanto una scusa per dire di non votare qualcuno.
Perciò tutti i voti sono utili.

Secondo punto all’ordine del giorno, ritengo che il Ministro della Repubblica Italiana On. Ignazio La Russa quando dice di volere una società multirazziale ma non una multiculturale stia esprimendo la sua ostilità  nei miei confronti in quanto mai e poi mai io e lui avremo la stessa cultura, eppure siamo entrambi Italiani.
Anche volendo banalizzare il concetto di cultura al suo meschino e puerile esempio fatto di burqa e crocefissi nelle aule di scuola riesco a trovare un’analogia culturale tra me e lui, perciò io non sono previsto nella sua Italia e probabilmente nell’Italia di questo governo.
Devo cominciare a preoccuparmi ?

→ 2 CommentsTags: Italiano · Thinking

L’Aquila

April 7th, 2009 · 1 Comment

Io sono nato a Pescara, ho viaggiato molto ma comunque ho vissuto a Pescara gran parte della mia vita, questo almeno fino al 2004 quando nel Settembre sono andato a studiare e vivere a L’Aquila.

Sono stato a L’Aquila costantemente per tutti questi anni fino alla mattina del 6/4/2009, a L’Aquila mi sono laureato in informatica, a L’Aquila ho conosciuto tanta gente, sono tornato a fare attività  politica e sindacale, ho imparato tante cose, vissuto tanto.

Sono scappato la scorsa mattina lasciando una casa che non è mia, ovviamente, pensando che tante persone non possono andarsene in tranquillità  come me perchè quella è la loro città  e lì hanno tutto, ma lasciare casa è stato brutto, ricordarla la settimana precedente, piena di tutti i miei amici, tutti in festa, non è una cosa molto felice.

Vedere in TV tutte le vie che ero abituato a percorrere giorno e notte, ricordare le vie deserte e tranquille dove passeggiavo dopo aver visto un film al cinema e non riconoscerle, pensare al fatto che stavo studiando per la magistrale, che avrei avuto degli esami nel giro di qualche settimana e che adesso in pratica non c’è più un’università.

Pensare a tutti gli studenti che sono scomparsi perchè qualche bastardo ha pensato di riempire case vecchie e fatiscenti di studenti in nero che “non fanno tante domande” e hanno semplicemente bisogno di un posto per dormire.

Pensare alla vita finita, al fatto che ci vorrà tanto tempo per riavere una vera città con la gente in strada, i negozi, i bar, i locali, gli studenti, pensare che forse a L’Aquila non tornerò più a vivere, pensare che qualcosa è finito, che anche persone che conoscevo sono morte, colleghi e parenti di amici.

Tutto questo pensare ha cominciato a scocciarmi, spero che tutti gli amici aquilani riescano a rialzarsi e ridare anche a noi che siamo scappati una speranza per il ritorno.

Mi dispiace L’Aquila, avrei voluto lasciarti in condizioni migliori, avrei voluto andare via lasciando il posto ad una nuova generazione di studenti e guardarti da lontano, pensare alla tua bellezza negli anni in cui studiavo lì, invece sono andato via in pigiama mentre tu cadevi davanti ai miei occhi.

Mi dispiace, semplicemente mi dispiace.

→ 1 CommentTags: Italiano · Ordinary life