<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>isazi&#039;s home &#187; Cryptography</title>
	<atom:link href="http://alessio.sclocco.eu/isazi/category/tech/cryptography/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://alessio.sclocco.eu/isazi</link>
	<description>A hacker does for love what others would not do for money</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Aug 2010 19:21:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Linux CryptoAPI</title>
		<link>http://alessio.sclocco.eu/isazi/linux-cryptoapi/</link>
		<comments>http://alessio.sclocco.eu/isazi/linux-cryptoapi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 May 2003 00:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isazi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cryptography]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://data/~isazi/isazi/?p=23</guid>
		<description><![CDATA[Semplice guida all&#8217;utilizzo di filesystem cifrati. Prima di tutto ammetto le mie colpe, questo semplice testo non ha nessuna ambizione teorica, e&#8217; composto semplicemente da una serie di appunti su cose apprese in rete compilata perche&#8217; potesse risultare d&#8217;aiuto a chi avesse voluto realizzare una partizione cifrata con GNU/Linux senza doversi sbattere troppo. Non era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Semplice guida all&#8217;utilizzo di filesystem cifrati.</p>
<p>Prima di tutto ammetto le mie colpe, questo semplice testo non ha nessuna ambizione teorica, e&#8217; composto semplicemente da una serie di appunti su cose apprese in rete compilata perche&#8217; potesse risultare d&#8217;aiuto a chi avesse voluto realizzare una partizione cifrata con GNU/Linux senza doversi sbattere troppo.</p>
<p>Non era infatti un pilastro dell&#8217;etica hacker fare in modo che non si dovesse ogni volta reinventare la ruota ? <img src='http://alessio.sclocco.eu/isazi/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>[ Perche' ? ]</p>
<p>Perche&#8217; utilizzare una partizione cifrata ?<br />
Perche&#8217; farsi questa domanda ?<br />
Sono cose a cui non sono io a dover rispondere.<br />
Quando ho scelto di avere una partizione cifrata avevo semplicemente intenzione di custodire i dati degli utenti dentro la &#8220;home&#8221; in maniera piu&#8217; sicura.<br />
Ognuno degli interessati avra&#8217; sicuramente il suo buon motivo.</p>
<p>[ Kernel ]</p>
<p>Cominciamo col dire che in base ad alcuni accordi internazionali la crittografia pesante e&#8217; considerata una pericolosa arma, uno strumento<br />
prettamente militare, e quindi ci sono stati che ne proibiscono l&#8217;esportazione.<br />
Per questi motivi il supporto crittografico non e&#8217; integrato nel kernel ma bisogna installare una patch non ufficiale, rintracciabile attraverso<br />
il sito www.kerneli.org.<br />
Inizialmente questa era denominata patch di internazionalizzazione del kernel, ma adesso, anche se il nome del file e&#8217; ancora lo stesso, il<br />
progetto ha preso il nome di &#8220;GNU/Linux CryptoAPI Project&#8221;.<br />
Sul mio computer e con il kernel 2.4.20 senza modifiche, ho dovuto applicare in sequenza queste 2 patch:</p>
<p>[tritticho][/usr/src/linux]# patch -p1 &lt; patch-int-2.4.20.1<br />
[tritticho][/usr/src/linux]# patch -p1 &lt; loop-jari-2.4.20.0.patch</p>
<p>La prima e&#8217; per il supporto delle cryptoapi e dei cifrari, la seconda una patch per i loopback device che permette di non dover attivare degli hack non troppo stabili per far funzionare il tutto.<br />
Patchato il kernel si deve far partire il tool di configurazione dello stesso, che sia a linea di comando o con interfaccie varie non cambia molto, e abilitare alcune cose:</p>
<p>Block devices  &#8212;&gt;<br />
&lt; *&gt; Loopback device support</p>
<p>Cryptography support (CryptoAPI)  &#8212;&gt;<br />
&lt; *&gt; CryptoAPI support<br />
[*] Cipher Algorithms<br />
&lt; *&gt;  AES (aka Rijndael) cipher<br />
[*] Crypto Devices<br />
&lt; *&gt;  Loop Crypto support</p>
<p>Naturalmente questa e&#8217; la scelta che io ho adottato, gli algoritmi di cifratura supportati sono molti e sta&#8217; a voi scegliere quello che preferite.<br />
Da notare l&#8217;assenza di moduli (sempre una scelta personale) fatta per avere la crittografia subito al boot e il supporto per i loop device che poi spieghero&#8217; meglio.<br />
Diamo una bella ricompilata al kernel e torniamo alla luce con la nostra nuova creatura.</p>
<p>[ E adesso ? ]</p>
<p>Spiego un attimo perche&#8217; abbiamo inserito il supporto per i loop device&#8230;<br />
Astrazione!<br />
Si&#8217;, e&#8217; come se applicassimo un filtro tra il device fisico e la rappresentazione che ne abbiamo dentro la struttura del filesystem.<br />
Sarebbe risultato sicuramente piu&#8217; complesso modificare i driver di tutti i device e dei filesystem per inserire le funzionalita&#8217; di cifratura e<br />
decifratura, e dove non piu&#8217; complesso sicuramente noioso <img src='http://alessio.sclocco.eu/isazi/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Semplicemente quello che facciamo e&#8217; questo: montiamo la partizione che ci interessa su un loop device e questo in una directory del filesystem in modo che tutti i comandi del kernel passino attraverso il nostro loop device che avra&#8217; il supporto crittografico e si occupera&#8217; di cifrare e decifrare le informazioni in transito.<br />
Oltre ai nostri dati saranno infatti cifrate anche le informazioni relative al filesystem stesso; inoltre grazie ai loop device abbiamo la possibilita&#8217; di creare dei filesystem cifrati &#8220;virtuali&#8221; dove immagazzinare informazioni o creare immagini cifrate per da scrivere su cd, floppy, penne usb et similia.</p>
<p>Cominciamo creando un piccolo file pieno di &#8220;immondizia&#8221; <img src='http://alessio.sclocco.eu/isazi/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>[tritticho][~]#dd if=/dev/urandom of=prova bs=1M count=20<br />
20+0 records in<br />
20+0 records out<br />
[tritticho][~]#</p>
<p>Abbiamo utilizzato /dev/urandom come consigliato anche sulla documentazione ufficiale solo per avere un margine maggiore di PARANOIA <img src='http://alessio.sclocco.eu/isazi/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Adesso associamo uno dei nostri loop device (scegliamo loop0) al file che abbiamo appena creato:</p>
<p>[tritticho][~]# losetup /dev/loop0 prova -e aes<br />
Available keysizes (bits): 128 192 256<br />
Keysize: 128<br />
Password :<br />
[tritticho][~]#</p>
<p>Diamo una formattata al tutto&#8230;</p>
<p>[tritticho][~]# mke2fs /dev/loop0<br />
mke2fs 1.27 (8-Mar-2002)<br />
Filesystem label=<br />
OS type: Linux<br />
Block size=1024 (log=0)<br />
Fragment size=1024 (log=0)<br />
5136 inodes, 20480 blocks<br />
1024 blocks (5.00%) reserved for the super user<br />
First data block=1<br />
3 block groups<br />
8192 blocks per group, 8192 fragments per group<br />
1712 inodes per group<br />
Superblock backups stored on blocks:<br />
8193</p>
<p>Writing inode tables: done<br />
Writing superblocks and filesystem accounting information: done</p>
<p>This filesystem will be automatically checked every 21 mounts or<br />
180 days, whichever comes first.  Use tune2fs -c or -i to override.<br />
[tritticho][~]#</p>
<p>Fatto, montiamo il file &#8220;prova&#8221; che abbiamo creato e siamo a cavallo <img src='http://alessio.sclocco.eu/isazi/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>[tritticho][~]# mount -o loop /dev/loop0 /mnt/ -t ext2<br />
[tritticho][~]# cd /mnt/<br />
[tritticho][/mnt]# ls<br />
.  ..  lost+found<br />
[tritticho][~]#</p>
<p>Possiamo utilizzare il file come un qualsiasi device, una volta smontato il contenuto non sara&#8217; accessibile a chi non conosce la passphrase che abbiamo fornito al primo losetup.<br />
Per rimontare il file una volta smontato:</p>
<p>[tritticho][~]# mount -o loop,encryption=aes prova /mnt/ -t ext2</p>
<p>[ Device fisici ]</p>
<p>E se invece di un device immaginario come un file volessimo cifrare un&#8217;intera partizione, ad esempio /home ?<br />
Il procedimento e&#8217; lo stesso, basta sostituire una partizione, ad esempio /dev/hda4, dove prima scrivevamo &#8220;prova&#8221;.<br />
Se poi vogliamo che la partizione venga montata all&#8217;avvio dovremo fornire la passphrase, altrimenti il boot andra&#8217; lo stesso a buon fine ma gli utenti non avranno una casa <img src='http://alessio.sclocco.eu/isazi/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Aggiungiamo dentro /etc/fstab una riga:</p>
<p>/dev/hda4       /home   ext3    defaults,loop,encryption=aes    0    2</p>
<p>Naturalmente una volta smontata la /home solo root potra&#8217; rimontarla.<br />
E se volessimo scrivere una traccia cifrata su un cd ?<br />
Il procedimento e&#8217; semplice, creiamo il nostro file con riempiendolo con /dev/urandom (naturalmente senza andare oltre la capacita&#8217; di un cd), usiamo losetup come precedentemente indicato, al momento della formattazione passiamo un&#8217;opzione ulteriore, cioe&#8217;:</p>
<p>mke2fs /dev/loopX -b 2048</p>
<p>La X e&#8217; il numero del loop device associato naturalmente <img src='http://alessio.sclocco.eu/isazi/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>[ Conclusioni ]</p>
<p>Bhe, che dire ?<br />
Naturalmente niente.<br />
E&#8217; questo il momento di sperimentare, non di parlare <img src='http://alessio.sclocco.eu/isazi/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://alessio.sclocco.eu/isazi/linux-cryptoapi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Introduzione spicciola alla crittografia</title>
		<link>http://alessio.sclocco.eu/isazi/introduzione-spicciola-alla-crittografia/</link>
		<comments>http://alessio.sclocco.eu/isazi/introduzione-spicciola-alla-crittografia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2003 00:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isazi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cryptography]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://data/~isazi/isazi/?p=22</guid>
		<description><![CDATA[Semplicissima introduzione, scritta insieme a RageMan, alla crittografia. [ 1.0 Introduzione ] Se la crittografia sara&#8217; fuorilegge, solo i fuorilegge avranno la crittografia. (Newt Gingrich) [ 1.1 Terminologia ] Prima di dare una definizione iniziale e approssimativa della crittografia e&#8217; necessario fare alcune precisazioni sui termini propri di questa disciplina. Il testo o l&#8217;informazione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Semplicissima introduzione, scritta insieme a RageMan, alla crittografia.</p>
<p>[ 1.0 Introduzione ]</p>
<p>Se la crittografia sara&#8217; fuorilegge, solo i fuorilegge avranno la crittografia.<br />
(Newt Gingrich)</p>
<p>[ 1.1 Terminologia ]</p>
<p>Prima di dare una definizione iniziale e approssimativa della crittografia e&#8217; necessario fare alcune precisazioni sui termini propri di questa<br />
disciplina.<br />
Il testo o l&#8217;informazione che si vuole cifrare e&#8217; detto messaggio in chiaro mentre il testo dopo l&#8217;operazione di cifratura e&#8217; detto crittogramma.<br />
Affinche&#8217; si passi dal messaggio in chiaro al messaggio cifrato occore un  sistema che sia capace di trasformare il primo nel secondo.<br />
Questo sistema viene comunemente detto cifrario.</p>
<p>Possiamo quindi definire la crittografia come la scienza che si occupa di  proteggere delle informazioni rendendole incomprensibili a chiunque non  possa renderle di nuovo comprensibili mediante il cifrario.</p>
<p>[ 1.2 Crittografia a chiavi ]</p>
<p>Quando la crittografia veniva utilizzata esclusivamente dai militari o dalle  agenzie governative, il sistema appena descritto</p>
<p>( messaggio in chiaro -&gt; [cifrario] -&gt; crittogramma )</p>
<p>bastava a garantire la segretezza del messaggio.<br />
In pratica ogni agenzia utilizzava un proprio cifrario e la  segretezza di quest&#8217;ultimo era fondamentale.</p>
<p>Per poter decifrare il crittogramma, bastava quindi la semplice conoscenza  del cifrario.</p>
<p>Nella crittografia moderna al concetto di cifrario e&#8217; stato aggiunto un  parametro variabile detto &#8220;chiave&#8221;.<br />
In pratica lo stesso cifrario puo&#8217; produrre crittogrammi diversi in base a  chiavi diverse. Con questo sistema quindi, non e&#8217; piu&#8217; necessario che il  cifrario sia segreto poiche&#8217; la segretezza  del crittogramma dipende  esclusivamente dalla segretezza della chiave.<br />
Si potrebbe pensare che non cambi poi molto, dalla segretezza del cifrario come base del sistema si passa alla segretezza della chiave; in realta&#8217; passando a questo sistema viene resa piu&#8217; piccola la parte da tenere segreta, e, essendo la sicurezza data sempre per margini, il margine di sicurezza aumenta sensibilmente.</p>
<p>Esistono due tipi di applicazione della crittografia a chiavi: quella  a chiave simmetrica e quella a chiave asimmetrica.<br />
La differenza sostanziale tra le due applicazioni sta nel fatto che nella prima si utilizza la stessa chiave sia per l&#8217;operazione di cifratura che per quella di decifratura, mentre nella seconda si utilizzano due chiavi diverse per le operazioni di cifratura e decifratura.</p>
<p>Nella crittografia a chiave simmetrica sorge il problema dello scambio delle chiavi, poiche&#8217; per cifrare un messaggio il mittente avra&#8217; bisogno della  chiave del destinatario, che in qualche modo dovra&#8217; fornirgliela.<br />
Durante questo scambio di chiavi un terzo soggetto potrebbe frapporsi fra il  mittente ed il destinatario e venire a conoscenza di questa chiave.</p>
<p>Nella crittografia a chiave asimmetrica questo problema non e&#8217; presente poiche&#8217; la chiave usata per cifrare, che prende nome di chiave pubblica, e&#8217; diversa  dalla chiave usata per decifrare, che prende il nome di chiave privata.</p>
<p>[ 1.3 Software per la crittografia ]</p>
<p>Queste astrazioni teoriche sono state concretizzate per il grande pubblico  con un software chiamato PGP (Pretty Good Privacy) sviluppato da Phil  Zimmermann a partire dal 1991.<br />
Durante i primi anni della sua diffusione, questo software era freeware ed i  suoi sorgenti erano disponibili, cio vuol dire che chiunque avesse la capacita&#8217; di comprendere il codice, poteva verificare che questo fosse libero da  backdoor, e per un software che tutela la privacy questo e&#8217; un requisito  fondamentale.<br />
Quest&#8217;ultimo requisito manca a questo software dalla versione 6.5.8 alla 8, e  per ovviare a questo problema e&#8217; nato un progetto il cui obiettivo e&#8217; quello  di creare un software open source compatibile con le specifiche OpenPGP.<br />
Questo software prende il nome di GPG (Gnu Privacy Guard).<br />
Questo progetto ha ricevuto sovvenzioni da parte del governo tedesco che dopo aver esaminato le relazioni delle commissioni d&#8217;inchiesta europee su echelon, ha sentito la necessita&#8217; di avere un software sicuro per la crittografia a chiave asimmetrica ad utilizzo di privati ed imprese.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://alessio.sclocco.eu/isazi/introduzione-spicciola-alla-crittografia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crittografia: why?</title>
		<link>http://alessio.sclocco.eu/isazi/crittografia-why/</link>
		<comments>http://alessio.sclocco.eu/isazi/crittografia-why/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Dec 2002 00:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isazi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cryptography]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Thinking]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://data/~isazi/isazi/?p=14</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Voglio una tenda, non voglio che i vicini mi guardino mentre mi spoglio.&#8220; Tutto potrebbe cominciare cosi`, con una frase detta un bel giorno da qualcuno in una qualche casa. Uno compra una tenda e la monta, cosi` puo` mantenere la comodita` di avere una luce naturale e unire a cio` la tranquillita` di non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Voglio una tenda, non voglio che i vicini mi guardino mentre mi spoglio.&#8220;</p>
<p>Tutto potrebbe cominciare cosi`, con una frase detta un bel giorno da qualcuno in una qualche casa.<br />
Uno compra una tenda e la monta, cosi` puo` mantenere la comodita` di avere una luce naturale e unire a cio` la tranquillita` di non essere spiato.<br />
Prassi comune.<br />
Tutti troverebbero legittima una tale pretesa, ognuno ha diritto alla propria intimita`.</p>
<p>Eppure non e` cosi` semplice&#8230;</p>
<p>Ci sono cose piu` intime, piu` segrete, piu` preziose di quanto non lo sia il proprio corpo.<br />
C`e` tutto quello che dentro al corpo risiede, tutto quello che attraversa la mente, ci sono le sensazioni e i sentimenti, la comunicazione con se stessi e con gli altri: il nostro universo informazionale.<br />
Pochi comunque pensano al fatto che nella vita di tutti i giorni siamo osservati e ascoltati, spiati da qualcuno, o da qualcosa.<br />
Pochi sono consapevoli di essere protagonisti del film della propria vita ripreso da un anonimo regista.</p>
<p>Sono nella mia stanza, con la tenda tirata, eppure qualcuno potrebbe ascoltarmi o vedermi&#8230;. non sono piu` solo.</p>
<p>Paranoia: una patologia che affligge sempre piu` persone o una barriera di protezione che si frappone fra noi ed il mondo che ci circonda ?</p>
<p>Neanche questa volta la risposta e` cosi` semplice.</p>
<p>La riservatezza, l`intimita`, la privacy, sono beni importanti che acquistano sempre piu` valore per il nostro essere parte di un mondo globalizzato che ci osserva e che produce mediante questa costante osservazione.<br />
Certo non vogliamo qui giustificare il tentativo di assimilare tali valori a valori di scambio, non vogliamo farlo perche` significherebbe giustificare o perfino avvalorare una visione mercificata del mondo e della vita.<br />
Stiamo solo tentando di porre l`accento sul fatto che, se un mercato della riservatezza esiste, allora non siamo soltanto dei dannati paranoici.<br />
Se tutto questo fosse un sogno saremmo contenti di poterci risvegliare e dimenticare le nostre vicissitudini oniriche.<br />
Ma aprendo gli occhi veniamo a scontrarci col fatto che la realta` non e` cosi` diversa da quello che gli altri chiamano sogno.</p>
<p>Pensiamo, esemplificando, al fatto che gestire cio` che della propria vita e` lecito sapere e cio` che non lo e` e` il fattore che tiene in vita il meccanismo della celebrita`.<br />
O, ancor meglio, pensiamo ai sondaggi, alle tecnologie d`indagine, alle imprese che, per se stesse o per altri, captano le sensazioni e i gusti della moltitudine.<br />
Chiamereste tutto questo semplicemente &#8220;marketing&#8220; ?<br />
No, qui c`e` qualcosa di piu` sottile e persuasivo e, molto spesso, non autorizzato; qualcosa che va oltre la soglia della percezione comune e che arriva ad insinuarsi nelle nostre menti&#8230;.</p>
<p>Le telecamere invadono le strade, le piazze, i mezzi di trasporto; ormai sono in piu` posti di quanti sia possibile immaginarne, e molte volte non ce ne rendiamo nemmeno conto.<br />
Credete di essere immuni di fronte a queste tecnologie ?<br />
Credete che la vostra immagine sia solo un fotogramma di passaggio ?<br />
Assistiamo ad un processo di miniaturizzazione estrema della tecnologia, leggiamo di societa` che vendono apparecchiature per il tecnocontrollo&#8230;<br />
Pensate che questi siano solo &#8220;giochini&#8220; per i fantomatici &#8220;curiosi&#8220; di turno ?<br />
O al peggio per qualche &#8220;maniaco&#8220; ?<br />
Oramai conosciamo bene Echelon, sappiamo quanto sia potente e cosa rappresenti.</p>
<p>Il passamontagna non e` piu` sufficiente.</p>
<p>Ormai staccare la batteria del telefono cellulare quando si tengono conversazioni sensibili non e` una stravaganza, e` la prassi.<br />
Quanta, infatti, della nostra comunicazione passa per canali tecnicamente controllabili ?<br />
Tanta.<br />
Satelliti, cavi, onde elettromagnetiche, quale tra questi canali pensate che non possa essere controllato ?</p>
<p>Direte che abbiamo ancora la nostra mente, che non e` ancora possibile sondare il pensiero.<br />
Ma il pensiero non risiede soltanto nelle nostre teste, il pensiero si materializza.<br />
Continuamente il pensiero viene materializzato per essere comunicato, annotato, trascritto.<br />
Si e` accesa in voi una lampadina ?<br />
Sentiamo sempre piu` sulla nostra pelle che anche cio` che pensiamo puo` essere posto sotto controllo.</p>
<p>Ma allora, a cosa ci serve quella tenda che abbiamo montato all`inizio ?</p>
<p>A darci un segnale.<br />
Siamo controllati, sappiamo di non essere liberi; quella tenda ci segnala che e` giunto il momento che qualcosa cambi.<br />
Siamo ormai stufi di essere spiati sempre e comunque, siamo stufi di una privacy che non esiste.</p>
<p>La condivisione delle informazioni e` il nostro punto di partenza e tale rimarra`.<br />
Ci siamo battuti per i nostri diritti e continueremo a farlo fino a che il nostro obiettivo non sara` raggiunto.<br />
Agevoleremo il prender piede delle innovazioni tecnologiche, ma non avremo pieta` contro chi pensa di utilizzare queste stesse tecnologie contro di noi, non saremo clementi con chi usera` la tecnologia per controllarci e per renderci schiavi di un mondo che non ci appartiene.</p>
<p>Copyright (C) 2002 isazi &amp; RageMan</p>
<p>Sono permesse copia e distribuzione di questo articolo nella sua forma integrale con e attraverso qualsiasi mezzo a patto che rimangano invariati il copyright e questa nota.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://alessio.sclocco.eu/isazi/crittografia-why/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
