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Giornalai

June 8th, 2009 · 1 Comment

Mi pare che il problema italiano non siano i politici, non siano gli elettori, non sia lo zio Silvio ma sia semplicemente l’informazione.

Non me ne vogliate, non sono un esperto, ritengo semplicemente che ci sia un circolo vizioso tra informazione e società  in Italia (potrebbe essere una situazione che non riguarda solo l’Italia ma io qui vivo al momento e per questo paese parlo), un circolo che un po’ alla volta ha consumato il senso critico del paese.

Lo dico chiaramente, si può essere di opinini diverse, io ad esempio mi sento da quasi sempre un progressista di sinistra, ho comunque amici e conoscenti di opinioni diverse, riesco a rispettarli e ad essere o meno d’accordo con loro, non lo ritengo un problema, ma ritengo che l’onestà  intellettuale sia indispensabile.
Possiamo essere amici ma se dici una stronzata io devo fartelo notare, si tratta di onestà .

In Italia invece non si usa più fare questo, molto peggio, non lo fanno più nemmeno i giornalisti, e non dico con i loro amici, cosa molto privata, ma nei confronti del mondo che descrivono.

Non si va più a caccia della notizia ma ci si basa su quanto letto sulle agenzie, ormai si può fare i giornalisti senza usare telefono e uscire dal proprio ufficio, basta leggere le agenzie e farne riscrittura pedissequa.

Questo danno per l’informazione per cui, ad esempio, invece di fare domande ai politici si ascoltano le dichiarazioni dei portavoce crea nella gente un senso di “La TV ha detto questo, perciò questo è vero”, senza controllare, senza verificare, la morte della curiosità  è la morte dell’uomo come essere senziente.

Questo è gravissimo perchè il circolo vizioso va dall’informazione alla società  e da questa di nuovo all’informazione.

Riusciremo a tornare a farci domande ?
Riusciremo ad essere onesti con noi stessi, o preferiremo la pigrizia ?

E lo dico da inguaribile pigro eh!

Soluzioni non ne ho, però ho ripreso a farmi domande e a verificare un minimo le fonti prima di parlare, rischiando di non credere più a niente, ma meglio non credere a niente che credere a tutto.

L’ignoranza è il nostro nemico, combattiamola.

P.S. codesta riflessione arriva ad elezioni europee ed amministrative passate ma la immagino di respiro molto più ampio, rifletto ormai sul giornalismo e sul tema dell’informazione da pasqua e per questo devo ringraziare, povero ignorante che sono, non intellettuali famosi od illustri pensatori, ma Stieg Larsson e la sua Millennium Trilogy.

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Pensaci

June 1st, 2009 · 2 Comments

Ho visto “Otto e mezzo” questa sera e come al solito mi si è guastato lo stomaco, quindi sparo lì giusto due riflessioni personali.

Ma dico io, serve un premio Nobel per capire che il “voto utile” è una stronzata ?
Il voto utile si basa sulla dietrologia, è una cosa che si valuta a posteriori non a priori, a priori si esprime il proprio voto perchè così si è scelto e successivamente si scopre assieme a tutti quanti gli altri come si è globalmente votato, solo a quel punto si può parlare, volendo proprio parlarne, di voto utile perchè si hanno dei dati, ma finchè non si voterà  a posteriori parlare di voto utile rimarrà  soltanto una scusa per dire di non votare qualcuno.
Perciò tutti i voti sono utili.

Secondo punto all’ordine del giorno, ritengo che il Ministro della Repubblica Italiana On. Ignazio La Russa quando dice di volere una società multirazziale ma non una multiculturale stia esprimendo la sua ostilità  nei miei confronti in quanto mai e poi mai io e lui avremo la stessa cultura, eppure siamo entrambi Italiani.
Anche volendo banalizzare il concetto di cultura al suo meschino e puerile esempio fatto di burqa e crocefissi nelle aule di scuola riesco a trovare un’analogia culturale tra me e lui, perciò io non sono previsto nella sua Italia e probabilmente nell’Italia di questo governo.
Devo cominciare a preoccuparmi ?

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L’Aquila

April 7th, 2009 · 1 Comment

Io sono nato a Pescara, ho viaggiato molto ma comunque ho vissuto a Pescara gran parte della mia vita, questo almeno fino al 2004 quando nel Settembre sono andato a studiare e vivere a L’Aquila.

Sono stato a L’Aquila costantemente per tutti questi anni fino alla mattina del 6/4/2009, a L’Aquila mi sono laureato in informatica, a L’Aquila ho conosciuto tanta gente, sono tornato a fare attività  politica e sindacale, ho imparato tante cose, vissuto tanto.

Sono scappato la scorsa mattina lasciando una casa che non è mia, ovviamente, pensando che tante persone non possono andarsene in tranquillità  come me perchè quella è la loro città  e lì hanno tutto, ma lasciare casa è stato brutto, ricordarla la settimana precedente, piena di tutti i miei amici, tutti in festa, non è una cosa molto felice.

Vedere in TV tutte le vie che ero abituato a percorrere giorno e notte, ricordare le vie deserte e tranquille dove passeggiavo dopo aver visto un film al cinema e non riconoscerle, pensare al fatto che stavo studiando per la magistrale, che avrei avuto degli esami nel giro di qualche settimana e che adesso in pratica non c’è più un’università.

Pensare a tutti gli studenti che sono scomparsi perchè qualche bastardo ha pensato di riempire case vecchie e fatiscenti di studenti in nero che “non fanno tante domande” e hanno semplicemente bisogno di un posto per dormire.

Pensare alla vita finita, al fatto che ci vorrà tanto tempo per riavere una vera città con la gente in strada, i negozi, i bar, i locali, gli studenti, pensare che forse a L’Aquila non tornerò più a vivere, pensare che qualcosa è finito, che anche persone che conoscevo sono morte, colleghi e parenti di amici.

Tutto questo pensare ha cominciato a scocciarmi, spero che tutti gli amici aquilani riescano a rialzarsi e ridare anche a noi che siamo scappati una speranza per il ritorno.

Mi dispiace L’Aquila, avrei voluto lasciarti in condizioni migliori, avrei voluto andare via lasciando il posto ad una nuova generazione di studenti e guardarti da lontano, pensare alla tua bellezza negli anni in cui studiavo lì, invece sono andato via in pigiama mentre tu cadevi davanti ai miei occhi.

Mi dispiace, semplicemente mi dispiace.

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Time keeps moving

April 5th, 2009 · No Comments

È da tempo che non scrivo qualcosa qui e qualcuno avrà anche notato che alcune cose qui pubblicate sono sparite.

Bene, il motivo è che ho sdoppiato la mia attività in rete facendo diventare questo uno spazio più personale e di riflessione, mentre le cose più tecniche le ho spostate su alessio.sclocco.eu.

Notizie dell’ultimora per tenerci aggiornati:

  • Mi sono laureato;
  • Non sono più membro del direttivo di Metro Olografix e quindi nemmeno più presidente (ma sono comunque socio);
  • Continuo a vivere a L’Aquila ma spero di andare a vivere ad Amsterdam ad Agosto;
  • Da pochi giorni il mio caro portatile data è stato sostituito da un nuovo portatile battezzato “barnabo“;
  • Sto imparando a fare fotografie, giusto per aggiungere altre attività alla vita.

Non ho intenzione di abbandonare questo spazio ma, dato che lo userò per cose più personali e di riflessione, vi consiglio di aggiungere ai vostri bookmark/reader anche il sito che vi ho indicato prima :)

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The art of commenting code

December 16th, 2008 · 2 Comments

It’s simple, I’m reading some old C code right now (but it’s a general thought really) and it lacks comments so I’m trying to understand what it does for using it proficiently, I know that I’m not a “comment guy” cause I only now and then put comments in my source code, but managing a medium C++ project in the last few months (my bachelor thesis) I’ve finally understood what to comment and what not.

First of all I don’t like commenting every line of code, it’s stupid and it’s wrong, good code must be readable also without comments, comments are for helping readers to understand the “whole thing“, so they must refer to widen pieces of code, pieces that you can understand also without the comments but that with them become more easily to be understood by you.
So I’ve started to comment the critical point of my code, the decisions taken and the rationale beside them and I’ve found, finally, what I absolutely need to comment: data structures.

The rationale it’s simple, if algorithms have a behavior that you can follow to understand them, data structures haven’t, you can’t understand them if they want, or better, you can but you have to spent lot of time trying to find every use of them and it’s not cool, absolutely isn’t ;)

So, I started to comment my data structures, their fields, how they must be used and the meaning of them, why don’t you ?

(This is all because the code I’m reading right now has no comments and some strange graph data structures with fields not understandable if you are not the author, and I’m not)

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